Dipendenza da Internet: 6 ottime tecniche per scongiurarla

dipendenza da internet

Quanto le nuove tecnologie digitali stanno impattando o creando la dipendenza da Internet?

Nel mondo della psicologia viene chiamata IAD (Internet Addiction Disorder), o Disordine di Dipendenza da Internet.

Il report Digital 2020 di “WeAreSocial”, un’agenzia di comunicazione multinazionale, mostra che nel 2020 ormai più del 60% della popolazione mondiale è on-line su Internet e le ultime tendenze rivelano che oltre il 50% della popolazione totale del mondo utilizza i social media.

Si denota un incremento degli accessi da dispositivi mobili, portando la percentuale degli utenti che accede direttamente dal telefono a più del 90% e confermando sempre di più l’importanza del “mobile first”.

Proprio questo incremento, che rende l’accesso a Internet più facile e quasi ovunque, aumenterà sempre di più il disturbo di dipendenza da Internet.

Il dato di accesso a Internet supera il 69% se si considerano i giovani tra i 15 e i 24 anni.

Attraverso Internet, ormai si fa di tutto, non limitatamente:

  • Comunicazione: E-mail, Chat, Messaggeria, Video chiamate;
  • Lavoro a distanza: Riunioni Virtuali, Smart-Working;
  • Lavoro in ufficio: Ricerca di Informazioni, Invio e gestione di documentazione; Applicazioni in Cloud;
  • Affari e Acquisti: E-commerce, Social Commerce, Pubblicità, Servizi di Free-Lance, Marketing on-line;
  • Intrattenimento: TV in streaming, Giochi, Scommesse;
  • Istruzione: E-Learning, Accademie On-line, Tutoraggio;
  • Servizi Amministrativi: Richiesta di Documenti, Bandi, Concorsi, Servizi Bancari, Sanità Pubblica e Privata;
  • e tanto altro.

Questa onnipresenza di Internet nella società moderna è attribuita alla sua utilità e al suo potenziale per semplificare la nostra vita quotidiana, migliorando, o arricchendo, le nostre esperienze, attraverso la digitalizzazione di servizi una volta solamente presenziabili.

Oltre a evitare gli errori che si possono fare sui Social Media, per un Leader 4.0, o per chiunque altro, è anche importante non arrivare a una dipendenza da Internet.

La dipendenza da Internet è una spada di Damocle

Propria questa onnipresenza di Internet può renderci schiavi o non capaci di sopravvivere quando Internet viene a mancare: i non abituati a saper avere o trovare alternative posso arrivare a un estremo di dipendenza da Internet.

La Leadership 4.0 non può prescindere da Internet

La Leadership 4.0 e il Mondo 4.0 dell’era digitale hanno le loro fondamenta proprio su Internet.

Riferendoci alle organizzazioni, escludendo il mondo del divertimento, possiamo senza dubbio affermare che, senza Internet, non sarebbe possibile l’Internet delle Cose (IOT), cioè l’interconnessione di oggetti resi digitali con un nano-chip e connettibili attraverso la rete, che permette di trasmettere informazioni ed eventualmente di ricevere comandi o condizionamenti.

Senza Internet, non sarebbero oggi possibili le nuove forme di comunicazione via App su smartphone, come le chat vocali e le video-chat (Teams, Meet, Zoom, Skipe, WhatsApp, Messenger e tante altre), che partite prima in ambito privato, sempre più vengono usate in ambito aziendale con versioni particolari crittografate per la privacy delle aziende.

Senza Internet non sarebbe possibile lo smart-working, i servizi a distanza forniti dalle amministrazioni pubbliche, le connessioni virtuali internazionali tra settori, dipartimenti o singole persone di enti, aziende e organizzazioni, allo scopo di favorire l’agilità con il decentramento o la delocalizzazione, necessarie per adattarsi alla globalizzazione e alle richieste di agilità verso i consumatori del prodotto o del servizio.

In un modo o nell’altro, non possiamo più pensare di non avere o usare Internet per interconnetterci.

Comunicare in tutto il mondo, con clienti, partner, fornitori e dipendenti è in cima a molti elenchi di attività prioritarie e necessarie.

Immaginate cosa succede oggi in una casa privata quando viene all’improvviso a mancare la connessione Internet: sembra che il mondo si fermi e non si possa fare nessuna attività.

Pensiamo allora all’impatto che lo stesso evento può avere su un’azienda anche per una sola giornata: si crea un’immobilizzazione con impatti economici, talvolta anche gravi, e impatti di immagine.

Effetti psicologici della dipendenza da Internet

L’onnipresenza di Internet nella società moderna e la sua utilità per semplificare la nostra vita, non è immune dal suo aspetto negativo.

Oggi la connessione Internet si è inserita a pieno titolo nella scala dei bisogni basilari delle persone.

Potremmo dire che oggi Internet è al primo livello della scala di Maslow, tra i bisogni primari dell’individuo, anche delle classi sociali meno abbienti e dei paesi più disagiati.

Se si va al ristorante, in hotel, da un amico, in vacanza o in un locale pubblico, la prima richiesta che si fa è la disponibilità della connessione Internet, più importante del motivo stesso per cui siamo andati in quel posto.

Un ottimo ristorante può scadere di punteggio se non mette a disposizione per i clienti un collegamento Internet, nonostante abbia un’eccellente cucina.

Se si riflette bene, questo bisogno impellente di connessione con il mondo virtuale, il non potersene staccare anche mentre si gusta un delizioso piatto e un buon bicchiere di vino, non è altro che una forma di dipendenza, anche se non sempre patologica.

Tuttavia, ci sono segnalazioni di persone che hanno mostrato segni preoccupanti di un utilizzo eccessivo di Internet a scapito della loro vita “reale”, del tempo trascorso con le loro famiglie, con gli amici e della capacità di adempiere ai propri obblighi.

Un termine utilizzato dagli anni Novanta per descrivere casi estremi di uso eccessivo di Internet è il termine “disturbo da dipendenza da Internet” (IAD).

Inaspettatamente, tuttavia, alcuni utenti di Internet si sono fatti avanti, affermando di riconoscere sé stessi e le proprie abitudini on-line in questi termini fittizi.

Questo è stato un caso in cui la realtà ha raggiunto la finzione, portando alla creazione di un termine più generale, “dipendenza tecnologica”, per descrivere dei casi problematici di utilizzo di mezzi tecnologici, compreso un uso eccessivo del personal computer (PC) e delle applicazioni che usano Internet.

Questa tendenza ha seguito, più o meno, le orme dell’opera classica del dottor Shirley Turkle, “The Second Self , in cui l’autore descriveva una sottocultura di programmatori di computer che, alla fine degli anni Settanta, erano devoti completamente a un ambiente artificiale, il cui scopo non era più utilizzare il computer, ma interagire con esso.

Nella ricerca condotta fino ad oggi su tale dipendenza da Internet, si è però raramente discusso degli effetti psicologici sulle persone il cui comportamento on-line non può essere, plausibilmente, definito dipendente, o problematico oppure compulsivo.

L’attenzione principale della ricerca ai modelli di dipendenza, gioco d’azzardo o disturbo ossessivo-compulsivo, ha avuto l’effetto di lasciare la maggior parte delle persone, che operano on-line, di sentirsi ingannevolmente immuni all’impatto psicologico di questo potente mezzo di comunicazione.

Eppure, i sottili cambiamenti psicologici negativi che si possono subire a causa di Internet possono essere pervasivi quanto il mezzo stesso, anche se è stato scritto poco su questi effetti, oltre la stretta attenzione alla psicopatologia grave implicita nella dipendenza da Internet. 

La cultura popolare abbonda di esempi di individui che, on-line, agiscono in modo più impulsivo, narcisistico e aggressivo.

Internet e le tecnologie correlate sembrano nutrire questi tratti psicologici, forse a causa di un “effetto di disinibizione on-line”, che è stato postulato per spiegare il comportamento meno controllato che molte persone mostrano on-line.

Questi tratti sono facilmente riconoscibili dalla maggior parte degli utenti di Internet, anche se sono disponibili pochissimi dati empirici sulla loro reale portata, o se essi vengono trasposti nella vita reale, potenzialmente ridisegnano l’individuo off-line nell’immagine del suo avatar.

Tuttavia, alcuni risultati di studi condotti finora confermano preoccupazioni su un aumento di impulsività, narcisismo e aggressività nella vita off-line a causa dello stile di vita on-line.

Evitare la dipendenza da Internet: 6 cose da fare sempre

Imparando a superare la tua dipendenza da Internet, sarai in grado di esporti di più al mondo al di fuori degli schermi e vivere esperienze reali.

Spegni le notifiche dei Social o delle Chat

Se ricevi notifiche sul tuo computer o telefono su eventuali nuovi aggiornamenti o nuovi commenti che ricevi dai social media o dalle chat, è meglio disattivarli.

Dovresti dire a te stesso che il tempo per controllare qualsiasi notizia con i tuoi account sui social media dovrebbe essere durante una certa ora del giorno.

Controlla le impostazioni dell’app sul tuo telefono o computer per interrompere la ricezione di notifiche immediate.

Gestisci meglio i tuoi account

Potresti esserti iscritto a un sacco di siti Web in cui puoi ricevere notizie e aggiornamenti che potrebbero interessarti.

Il problema è che potresti sentirti come se dovessi rimanere incollato al tuo telefono o computer per assicurarti di ricevere e-mail importanti.

Il problema è che le e-mail che potresti ricevere potrebbero essere quelle che guardi per un secondo e poi elimini perché non ti interessa più ricevere notizie da loro. Guarda ogni e-mail che ricevi e cancella l’iscrizione a quelle su cui non vai quasi più.

Fai un piano per ridurne l’uso

Disintossicarsi da Internet può avere gravi conseguenze per la salute, proprio come quando si smette di drogarsi o bere alcolici.

Dovresti invece fare un piano di quante ore stare su Internet al giorno in modo da non essere sopraffatto quando non lo usi più.

Ad esempio, puoi dire a te stesso che imposterai già oggi il timer per l’utilizzo di Internet a tre ore in modo da poterlo ridurre a un’ora in seguito. Continua a ridurre la durata a mezz’ora fino a raggiungere il tuo obiettivo.

Creati distrazioni salutari

Se non sai cosa fare con te stesso ora lontano da Internet, dovresti passare quel tempo con sane distrazioni per usare il tuo potere mentale.

Se sei a scuola, continua con gli studi. Se lavori in ufficio o a casa, concentrati su quello. Questo sarà un modo migliore per migliorare i tuoi risultati e aumentare la tua sana produttività.

Se il tuo lavoro prevede di essere su Internet, assicurati di chiudere tutte le finestre del display e le schede, utilizzzando solo quelle correlate al tuo lavoro.

Trova nuovi hobby

Dovresti dire a te stesso che il computer e il telefono sono per il tuo lavoro e per comunicare con i tuoi amici e familiari quando non puoi vederli di persona.

Questo può significare fare esercizio in palestra o fare passeggiate. Puoi anche unirti a un club che si tratti di libri, lavoro a maglia, cucina, sport, scacchi, ecc.

Il punto è uscire di casa e trovare altri modi per divertirti invece di pensare che Internet sia l’unico modo per sentirti bene.

Incontra un terapeuta

Quando andare su Internet interferisce troppo con la tua vita, dovresti parlare con un terapeuta in modo da poter capire da dove viene l’origine della tua dipendenza e cosa puoi fare al riguardo.

Anche se la dipendenza da Internet non è ancora nel DSM-5 dei manuali di psichiatria, ciò non significa che non si tratti di una dipendenza seria o che non sia curabile, altrimenti sarebbe considerata un disturbo del comportamento.

Un terapeuta può insegnarti come liberarti dalla tua dipendenza da Internet e come non devi fare affidamento su di essa per la tua felicità.

Pensieri finali

Il tuo obiettivo non è di eliminare tutte le fonti di informazione ed essere isolati dal mondo online.

Non è buttare via il tuo smartphone o laptop. Questi strumenti sono incredibilmente utili e potenti e, ovviamente, quasi tutti ci guadagniamo da vivere usandoli e hanno cambiato le nostre vite in così tanti modi positivi.

L’idea è semplicemente di non essere controllato da loro e di avere una vita equilibrata che includa altre attività.

Tu consa ne pensi?


Per approfondire il Modello della Leadership 4.0, ti consiglio di leggere il libro Leadership 4.0 .


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